
Agrivoltaico: produrre energia mantenendo l’attività agricola
Relazione generale e applicazione al settore vitivinicolo — aggiornamento ottobre 2026
1. Che cos’è l’agrivoltaico
L’agrivoltaico integra la produzione di energia elettrica solare con la coltivazione o l’allevamento sulla stessa superficie. L’obiettivo è mantenere un’attività agricola effettiva, coordinando la disposizione dei moduli con le esigenze produttive dell’azienda.
Un progetto agrivoltaico richiede pertanto due progettazioni collegate: quella energetica e quella agronomica. La disposizione dei pannelli deve garantire luce sufficiente alle colture, accessibilità ai mezzi, gestione del suolo e continuità delle lavorazioni.
Le configurazioni comprendono strutture sopraelevate fisse, sistemi orientabili e altre disposizioni compatibili con la specifica attività agricola. La qualificazione del progetto dipende dalle caratteristiche concrete dell’intervento e dalle disposizioni applicabili.
2. Perché sono stati limitati i pannelli a terra nelle aree agricole
La limitazione introdotta nel 2024 risponde all’esigenza di evitare che la produzione elettrica sostituisca indiscriminatamente quella agricola.
Un impianto fotovoltaico convenzionale può infatti rendere difficili le coltivazioni attraverso l’occupazione degli spazi, gli ombreggiamenti e le interferenze con le lavorazioni. Il legislatore ha quindi bilanciato lo sviluppo delle rinnovabili con la tutela del suolo, delle colture e del paesaggio agrario.
La Corte costituzionale, con la sentenza n. 127/2026, ha ritenuto legittima questa impostazione, precisando che la limitazione non esclude tutte le forme di produzione solare. Restano realizzabili gli impianti agrivoltaici con moduli adeguatamente sopraelevati e continuità delle attività colturali o pastorali.
La classificazione rilevante è quella urbanistica: un terreno temporaneamente incolto non diventa automaticamente disponibile per un impianto convenzionale.
3. Dove è ancora possibile installare il fotovoltaico
Il riferimento aggiornato è l’articolo 11-bis del D.Lgs. 190/2024, introdotto dal D.L. 175/2025 convertito nella legge 4/2026.
Nelle zone agricole, le principali eccezioni per i moduli a terra comprendono:
| Area o intervento | Condizione essenziale |
| Impianti esistenti | Modifica, rifacimento, potenziamento o ricostruzione senza aumento dell’area occupata |
| Cave e miniere | Categorie cessate, degradate o non ulteriormente sfruttabili individuate dalla norma |
| Discariche | Discariche o lotti chiusi oppure ripristinati |
| Siti ferroviari e autostradali | Disponibilità dei soggetti espressamente previsti |
| Sedimi aeroportuali | Disponibilità del gestore e verifiche tecniche richieste |
| Stabilimenti industriali e aree agricole circostanti | Requisiti normativi dello stabilimento e distanza massima di 350 metri |
| Fasce autostradali | Distanza non superiore a 300 metri |
Sono inoltre previste deroghe per progetti finalizzati alla costituzione di CER e per determinate iniziative PNRR o PNC. L’agrivoltaico sopraelevato richiede anche un’asseverazione professionale sull’idoneità a conservare almeno l’80% della produzione lorda vendibile.
Fuori dalle zone agricole, restano valutabili aree industriali, artigianali, commerciali e logistiche. Coperture di edifici e parcheggi costituiscono ulteriori opportunità. L’idoneità dell’area non sostituisce autorizzazioni e verifiche ambientali, paesaggistiche e strutturali.
La vicinanza a un qualsiasi capannone non basta: occorre verificare la fattispecie normativa, le distanze e la destinazione delle particelle interessate. Analogamente, la partecipazione a una CER non costituisce da sola un’autorizzazione a costruire.
4. Come si progetta un impianto agrivoltaico
La progettazione deve partire dalla coltura e dal sistema di lavoro dell’azienda.
| Elemento | Verifica tecnica |
| Altezza delle strutture | Passaggio sicuro di persone, attrezzature e macchine |
| Distanza tra sostegni e file | Compatibilità con coltivazione, raccolta e manovre |
| Luce disponibile | Simulazione stagionale della radiazione utile alla coltura |
| Ombreggiamento | Intensità, durata e distribuzione nelle diverse fasi vegetative |
| Suolo e acque | Fertilità, drenaggio, erosione e distribuzione delle piogge |
| Strutture | Resistenza a vento, neve e altre azioni di progetto |
| Impianto elettrico | Protezioni, percorsi dei cavi e sicurezza delle lavorazioni |
| Monitoraggio | Verifica nel tempo dei risultati agricoli ed energetici |
Per i sistemi che accedono allo specifico regime incentivante del DM Agrivoltaico sono previsti requisiti aggiuntivi. Tra questi figurano almeno il 70% della superficie destinata all’attività agricola e altezze minime differenziate: 2,1 metri per le attività colturali e 1,3 metri nelle fattispecie zootecniche o verticali previste. Sono parametri del regime specifico, da integrare con le reali necessità operative. Una vendemmiatrice può richiedere spazi ben superiori.
5. Benefici e limiti economici
L’agrivoltaico può affiancare al reddito agricolo il risparmio da autoconsumo e i ricavi della vendita dell’energia.
La convenienza dipende però da investimento, connessione, manutenzione, consumi aziendali e risultati della coltivazione. Strutture sopraelevate, sistemi mobili e monitoraggio possono aumentare i costi rispetto a un impianto convenzionale.
Il piano economico deve quindi considerare insieme:
- produzione e valore commerciale delle colture;
- energia prodotta e autoconsumata;
- ricavi dell’energia ceduta;
- costi di costruzione, esercizio e finanziamento;
- eventuali incentivi effettivamente accessibili;
- smantellamento e ripristino finale.
Un contributo pubblico deve essere inserito nel piano soltanto dopo averne verificato disponibilità, requisiti e condizioni di ammissione.

Agrivoltaico in vigna
Gestire luce, acqua ed energia per sostenere la produzione vitivinicola
6. Perché può essere utile al vigneto
Le temperature elevate e la siccità possono provocare scottature degli acini, disidratazione dei grappoli e squilibri nella maturazione.
L’agrivoltaico può contribuire a gestire questi fenomeni attraverso un ombreggiamento parziale, eventualmente regolabile. Lo scopo è fornire alla vite la luce necessaria limitando l’esposizione eccessiva nei periodi critici.
Il risultato dipende da vitigno, portinnesto, clima, disponibilità idrica, orientamento dei filari e forma di allevamento. Un impianto adatto a un vigneto caldo e pianeggiante può essere poco conveniente su un versante fresco o già scarsamente illuminato.
7. Effetti possibili su uva e vino
Un ombreggiamento ben calibrato può contenere la temperatura dei grappoli e contribuire alla conservazione dell’acidità. Può inoltre modificare i tempi di maturazione e il profilo aromatico.
Una sperimentazione sul Grenache Noir a Piolenc, condotta dal 2019 al 2024 con il coinvolgimento di INRAE e altri partner, ha osservato una vendemmia ritardata fino a sette giorni e una maggiore acidità con contenuti zuccherini simili. Sono emerse anche differenze sensoriali tra i vini delle parcelle ombreggiate e di controllo.
Si tratta di risultati riferiti a quella sperimentazione, non di prestazioni garantite per ogni vigneto.
Un’ombra eccessiva può invece limitare la fotosintesi, ridurre la produzione o ostacolare la maturazione. Anche colore e composizione fenolica richiedono attenzione: una maggiore freschezza non coincide necessariamente con un miglioramento di tutti i parametri enologici.
Il progetto deve quindi definire il risultato desiderato: protezione dalle scottature, conservazione dell’acidità, stabilità produttiva o adattamento della data di raccolta.
8. Acqua, malattie e protezione climatica
La riduzione della radiazione può diminuire l’evaporazione dal terreno e modificare il fabbisogno idrico. Il risparmio deve essere misurato, perché i moduli possono anche concentrare le piogge lungo i bordi e creare zone con diversa disponibilità d’acqua.
Non è corretto promettere una riduzione automatica dei trattamenti fitosanitari. Ombra, umidità e ventilazione modificano il rischio di malattie e devono essere valutate insieme.
La presenza dei pannelli non rende inoltre il vigneto automaticamente protetto da grandine, gelo o vento. Queste funzioni richiedono una progettazione specifica e non sostituiscono le altre misure aziendali di difesa.
9. Tecnologie più adatte
I sistemi dinamici consentono di variare l’inclinazione dei moduli in relazione alla fase vegetativa e alle condizioni meteorologiche.
La gestione può utilizzare sensori di:
- radiazione fotosinteticamente attiva;
- temperatura dell’aria e dei grappoli;
- umidità del terreno e dell’aria;
- bagnatura fogliare;
- vento e precipitazioni.
Il controllo deve conciliare esigenze della vite, produzione elettrica e sicurezza strutturale. Non coincide necessariamente con il semplice inseguimento del sole.
La scelta tra moduli opachi, bifacciali o semitrasparenti deve essere sostenuta da una simulazione della luce che raggiunge effettivamente la vegetazione.
10. Utilizzo dell’energia in cantina
L’energia prodotta può alimentare refrigerazione, controllo delle temperature di fermentazione, pompe, irrigazione e altri servizi aziendali.
Il dimensionamento richiede il confronto tra produzione fotovoltaica e consumi orari. Una cantina può avere fabbisogni elevati durante la vendemmia anche nelle ore serali o notturne: il solo bilancio annuale non permette quindi di stimare il risparmio.
L’eventuale accumulo deve essere valutato separatamente in base ai consumi e al surplus disponibile.
11. Come avviare il progetto
Il percorso consigliato comprende:
- Verifica territoriale: destinazione urbanistica, vincoli, paesaggio e prescrizioni per le produzioni DOC o DOCG.
- Analisi agronomica: vitigno, rese storiche, qualità delle uve e problemi climatici da affrontare.
- Progetto preliminare: strutture compatibili con filari, mezzi e lavorazioni.
- Simulazione: luce, produzione elettrica, consumi e sostenibilità economica.
- Sperimentazione: ove possibile, una parcella pilota affiancata da un’area di controllo comparabile.
Il monitoraggio dovrebbe rilevare resa, peso dei grappoli, zuccheri, pH, acidità titolabile, stato sanitario e consumi idrici. Per i vini rossi sono utili anche antociani e altri parametri fenolici. Microvinificazioni comparative possono verificare gli effetti sul prodotto finale.
L’agrivoltaico in vigna offre un’opportunità di adattamento climatico e diversificazione del reddito. La sua efficacia va dimostrata attraverso il mantenimento della produzione agricola, la qualità delle uve e il beneficio economico netto dell’azienda. Contattaci